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DIVIDENDI PROVENIENTI DA PAESI A FISCALITÀ PRIVILEGIATA: I CRITERI A PARTIRE DAL 2019 - Ruini & Partners
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DIVIDENDI PROVENIENTI DA PAESI A FISCALITÀ PRIVILEGIATA: I CRITERI A PARTIRE DAL 2019

DIVIDENDI PROVENIENTI DA PAESI A FISCALITÀ PRIVILEGIATA: I CRITERI A PARTIRE DAL 2019

Il decreto legislativo 29 novembre 2018 n.142 ha introdotto novità interessanti in tema di utili provenienti da paesi a fiscalità privilegiata.

 

Tra queste si evidenziano i criteri da utilizzare per stabilire quando un paese deve considerarsi tale.

 

I criteri sono due e si differenziano in base al tipo di partecipazione detenuta.

 

Sono specificati nel nuovo articolo 47-bis al Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), introdotto proprio dal decreto sopracitato.

 

Nel caso di impresa non residente sottoposta a controllo da parte di un partecipante residente o localizzato in Italia, si applica il criterio della tassazione effettiva. Si deve valutare cioè se la tassazione effettiva a cui viene assoggettata l’impresa non residente, sia inferiore o superiore alla metà di quella a cui sarebbe stata sottoposta se fosse stata residente in Italia. Nel caso in cui la tassazione effettiva risulti inferiore, quel paese deve considerarsi a fiscalità privilegiata.

 

Nel caso invece di impresa non residente non sottoposta a controllo da parte di un partecipante residente o localizzato in Italia, si applica il criterio della tassazione nominale. Il regime fiscale dello stato di residenza di tale impresa si considererà privilegiato se il livello nominale di tassazione risulti inferiore del 50% di quello applicabile in Italia.

 

Ai fini di questo secondo caso, la nuova norma impone di tener conto anche dei c.d. “regimi speciali” che non siano cioè applicabili alla generalità delle imprese svolgenti la medesima attività ma che risultano fruibili in funzione di specifiche caratteristiche soggettive o temporali della stessa impresa.

 

La normativa in commento dunque non fornisce un elenco prestabilito di paesi Black List, ma richiede invece un’analisi caso per caso della tassazione (effettiva o nominale a seconda de casi) applicabile di volta in volta all’impresa estera partecipata da un soggetto residente in Italia.

 

Nel caso in cui l’esito di tale analisi dimostri la sussistenza di un regime fiscale privilegiato, gli utili provenienti da imprese residenti nei suddetti paesi saranno soggetto ad imposizione in Italia.

 

Il comma 2 dell’art 47-bis, prede tuttavia due esimenti:

  1. Che il soggetto non residente svolga un’attività economica effettiva, mediante l’impiego di personale, attrezzature, attivi e locali;
  2. Che dalle partecipazioni non consegua l’effetto di localizzare i redditi in Stati o territori a regime fiscale privilegiato di cui al comma 1.

 

La normativa in commento si applica a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018, nonché agli utili percepiti e alle plusvalenze realizzate a decorrere dal medesimo periodo di imposta.

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