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BONIFICI ISTANTANEI E OPEN BANKING - Ruini & Partners
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BONIFICI ISTANTANEI E OPEN BANKING

BONIFICI ISTANTANEI E OPEN BANKING

GLI ATTUALI METODI DI PAGAMENTO SARANNO PRESTO OBSOLETI A CAUSA DEI BONIFICI ISTANTANEI

“Vi ricordate quando si pagava ancora in contanti?”

In un futuro non troppo lontano questa frase la utilizzeranno le nuove generazioni per ricordare con stupore le arcaiche modalità con cui oggi realizziamo i pagamenti.

Ebbene si perché dalla sinergia degli attori del mondo bancario, finanziario e tecnologico, si sta sviluppando un nuovo modo di gestire gli scambi e i rapporti commerciali quotidiani, sia tra privati che tra imprese.

Un primo assaggio di questa “rivoluzione”, è l’entrata in vigore per 34 paesi SEPA già dal Novembre 2017 del bonifico istantaneo, c.d. Instant Credit Trasnfer Scheme o SCT Inst promosso dall’European Payment Council o EPC.

Con questa modalità è possibile “consegnare” denaro al beneficiario in modo appunto istantaneo, in un lasso di tempo che non supera i 10 secondi. Quando oggi mettiamo mano al portafogli per estrarre una banconota talvolta ci vuole di più.

Ma non solo. Questa peculiare tipologia di bonifico consente di “muovere” denaro con accredito immediato al beneficiario tutti e sette i giorni della settimana, ventiquattro ore su ventiquattro, trecentosessantacinque giorni all’anno.

Ma allora quali sono le ragioni per le quali ancora non tutti fanno uso di questa nuova modalità di pagamento? Innanzitutto, almeno in Italia, gli istituti bancari che la consentono non sono molti: tra questi Unicredit, Banco Sella, Intesa San Paolo ne sono i precursori. In secondo luogo, il servizio non è gratuito ma prevede il pagamento di commissioni. Infine, e questo vale ovviamente solo per i pagamenti di importi più alti, ogni transazione non può superare 15.000,00 Euro.

Tutti questi ed altri “ostacoli” tuttavia sono destinati con il tempo a scomparire. L’avvento di nuove tecnologie, l’apertura del settore a nuovi protagonisti e gli effetti che questo comporta al principio della concorrenza, impongono a tutti gli “attori” parte del “gioco” di avanzare proposte sempre più attrattive, affinare meccanismi di funzionamento, limare i costi, il tutto a favore di una clientela in costante aumento.

 

LA DIRETTIVA PSD2 E L’ “OPEN BANKING”

Con l’entrata in vigore della Direttiva europea 2015/2366 recepita in Italia a mezzo del Decreto Legislativo del 15 dicembre 2017, n. 218 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 gennaio 2018, il sistema bancario si è dovuto “aprire” (“Open Banking”) a nuovi operatori esterni i quali, accedendo ai dati dei clienti in possesso delle banche, sono in grado di fornire agli stessi una serie di servizi finanziari che stanno ridefinendo il concetto di “fare banca”.

La menzionata direttiva europea, conosciuta come PSD2, unitamente all’Application Program Interface o API bancarie, tecnologia che consente la comunicazione tra software, rappresenta solo il primo passo verso il futuro.

Attenzione però, minimo comune denominatore resta sempre e comunque l’accesso alle informazioni dei clienti, la condivisione di tutti i suoi dati e l’elaborazione di questi per arrivare a conoscerli meglio, capirne le preferenze e gli interessi al fine di creare nuovi prodotti o servizi ad hoc.

Se da un lato sono innegabili i benefici che ne derivano, dall’altro questa libertà di accesso ai dati personali senza le dovute restrizioni unita ad una gestione delle proprie finanze condizionata da una tale maggiore ingerenza, potrebbe rappresentare un potenziale pericolo e non sempre corrispondere a quelle che sono le reali esigenze della clientela.

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