16 Mag Cos’è un Trust: come funziona e quali soggetti ne fanno parte
Cos’è un Trust? Introduzione
Il trust è un istituto giuridico di origine anglosassone che si è progressivamente diffuso anche nei Paesi di civil law, come l’Italia, seppure per effetto del riconoscimento esterno tramite la Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, ratificata dall’Italia con la legge n. 364/1989. Nonostante non sia regolato da una normativa interna specifica, il trust è ampiamente utilizzato nel nostro ordinamento per finalità di pianificazione patrimoniale, protezione dei beni, successione ereditaria e gestione fiduciaria.
In questo articolo, analizzeremo in modo semplice che cos’è un trust, come funziona e quali sono i ruoli e le responsabilità dei soggetti coinvolti.
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Cos’è il trust?
Il trust è un rapporto giuridico fiduciario mediante il quale un soggetto, detto disponente (settlor), trasferisce dei beni a un altro soggetto, detto trustee, affinché li amministri o li gestisca secondo le regole stabilite nell’atto istitutivo, nell’interesse di uno o più beneficiari o per il perseguimento di uno scopo determinato.
L’elemento chiave del trust è la separazione patrimoniale: i beni conferiti nel trust non fanno più parte del patrimonio personale del disponente, né di quello del trustee. Costituiscono invece un patrimonio separato vincolato a uno scopo, che non può essere aggredito dai creditori personali delle parti coinvolte (con alcune eccezioni e nel rispetto delle norme antifrode).
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I soggetti del trust
a) Il disponente (settlor)
Il disponente (o settlor) è il soggetto che istituisce il trust, trasferendo determinati beni al trustee affinché li gestisca secondo le regole previste nell’atto istitutivo.
Il suo coinvolgimento nella vita del trust può variare sensibilmente: in alcuni casi il disponente mantiene un ruolo attivo, ad esempio riservandosi determinati poteri di controllo o direzione; in altri, assume un ruolo del tutto passivo, limitandosi a trasferire i beni senza ulteriori interventi.
b) Il trustee
Il trustee è il gestore del patrimonio in trust. È un soggetto (persona fisica o giuridica) che accetta l’incarico di amministrare i beni conferiti secondo le regole fissate nell’atto istitutivo e nel rispetto della legge applicabile.
Il trustee ha poteri pieni e discrezionali sulla gestione del patrimonio, ma agisce nell’interesse dei beneficiari o per il raggiungimento dello scopo. È soggetto a obblighi fiduciari ed è responsabile civilmente per eventuali danni arrecati a causa di cattiva gestione.
In Italia, spesso il trustee è un professionista indipendente, ma può anche essere un soggetto interno alla famiglia, a patto che rispetti i requisiti di imparzialità.
c) I beneficiari
I beneficiari sono coloro che ricevono un vantaggio dal trust. Possono essere identificati nominativamente o mediante criteri oggettivi (es. “i miei discendenti legittimi”).
I beneficiari possono avere:
- diritti determinati (es. diritto di percepire i frutti di un immobile conferito),
- oppure aspettative future, nel caso di trust discrezionali, dove il trustee sceglie quali beneficiari soddisfare e in quale misura.
Esempio: In un trust per minori, i figli del disponente non ricevono direttamente i beni, ma hanno diritto a essere mantenuti e istruiti con i redditi generati dal patrimonio in trust fino alla maggiore età.
d) Il guardiano (protector)
Figura non obbligatoria ma sempre più diffusa, il guardiano è un soggetto terzo che vigila sull’operato del trustee, con poteri di controllo, approvazione o revoca. È particolarmente utile nei trust familiari per garantire l’equilibrio tra gestione e interessi dei beneficiari.
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Come si istituisce un trust?
Un trust si istituisce con un atto unilaterale, nel quale si definiscono:
- i beni conferiti;
- i soggetti coinvolti;
- la durata;
- le finalità (familiare, successoria, caritativa, aziendale);
- la legge regolatrice.
Nella prassi, l’istituzione del trust e il trasferimento dei beni al trustee avvengono spesso contestualmente, all’interno dello stesso atto.
Il trasferimento richiede comunque il rispetto delle forme previste dalla legge italiana per ciascun tipo di bene.
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Finalità pratiche e vantaggi del trust
Il trust è uno strumento estremamente versatile, utilizzabile per molteplici scopi, tra cui:
- Protezione del patrimonio da creditori, crisi coniugali o incapacità future;
- Successione ereditaria ordinata, con gestione di beni a favore di eredi minori o disabili;
- Tutela di soggetti fragili;
- Gestione d’impresa;
- Filantropia.
Conclusione
Il trust rappresenta uno strumento giuridico potente e flessibile, capace di rispondere a esigenze complesse di gestione e/o protezione del patrimonio, a condizione che sia istituito correttamente, con l’assistenza di professionisti qualificati e nel rispetto della normativa applicabile.
Pur essendo un istituto di diritto straniero, il trust è oggi perfettamente compatibile con l’ordinamento italiano, a patto che si adottino soluzioni giuridiche e fiscali coerenti con la sua natura fiduciaria.