05 Mag Trust e pianificazione ereditaria: aspetti fiscali e ottimizzazione tributaria
Trust e fiscalità nella successione
Nel contesto della pianificazione ereditaria, il trust si conferma come uno degli strumenti più efficaci evitare conflitti tra eredi e gestire asset dislocati in più paesi. Tuttavia, tra i numerosi fattori da valutare, l’impatto fiscale e le opportunità di ottimizzazione tributaria rappresentano elementi centrali per una pianificazione realmente efficace. In questo articolo, facciamo un cenno al ruolo del trust nella pianificazione successoria dal punto di vista fiscale, con particolare attenzione alla recente riforma introdotta dal D.Lgs. 139/2024 e al nuovo articolo 4-bis del Testo Unico delle Successioni.
Il trust nella pianificazione ereditaria: perché è uno strumento strategico
Come noto, il trust consente ad una persona chiamata disponente di trasferire determinati beni a un soggetto chiamato trustee, che li amministra nell’interesse di uno o più beneficiari. Questo meccanismo, nell’ambito della pianificazione successoria, offre diversi vantaggi:
- Evita conflitti tra eredi, grazie a una gestione centralizzata e professionale del patrimonio;
- Permette una gestione continuativa e protetta, anche in presenza di beneficiari minorenni o soggetti incapaci;
- Si adatta perfettamente a patrimoni articolati e internazionali, includendo immobili, partecipazioni societarie, conti bancari o altri asset localizzati in paesi diversi.
In questo contesto, il trust può rappresentare una soluzione molto più flessibile ed efficace rispetto al “classico” testamento o alla donazione in vita.
Aspetti fiscali del trust nella pianificazione ereditaria
Il trust, anche quando viene utilizzato per finalità successorie, comporta implicazioni fiscali specifiche e articolate. La fiscalità di un trust non si esaurisce nella sola tassazione del trasferimento dei beni, ma coinvolge anche altri profili rilevanti: si pensi, ad esempio, all’eventuale tassazione dei redditi prodotti dai beni in trust durante la sua vigenza.
In questa occasione, tuttavia, vorremmo solo fare un cenno a due momenti chiave in materia di pianificazione ereditaria mediante un trust:
- Tassazione in entrata: al momento in cui i beni vengono conferiti nel trust;
- Tassazione in uscita: al momento in cui i beni vengono trasferiti ai beneficiari finali.
Questa distinzione è particolarmente rilevante per evitare la duplicazione del prelievo fiscale e per pianificare correttamente la strategia successoria, tenendo conto delle diverse implicazioni tributarie a seconda della struttura e delle finalità del trust.
Tassazione in entrata: novità con il D.Lgs. 139/2024
Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 139/2024, è stata introdotta la facoltà per il disponente di optare per una tassazione anticipata “in occasione di ciascun conferimento dei beni o dei diritti” nel trust. Questa possibilità è prevista, in particolare, nell’articolo 4-bis del Testo Unico delle Successioni che indica che “la base imponibile nonché le franchigie e le aliquote applicabili sono determinate ai sensi delle disposizioni del presente testo unico con riferimento al valore complessivo dei beni e dei diritti e al rapporto tra disponente e beneficiario risultanti al momento del conferimento”.
Tale opzione, se scelta, potrebbe portare a benefici concreti in termini di certezza fiscale e protezione da future modifiche normative o aumenti d’imposta. Tuttavia, l’opzione è subordinata all’emanazione di un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che, ad oggi (inizio maggio 2025), non è ancora stato pubblicato, rendendo questa possibilità teoricamente prevista ma non ancora operativa.
Tassazione in uscita: il momento del beneficio effettivo
In assenza dell’opzione per la tassazione anticipata, resta in vigore il principio secondo cui l’imposta sulle successioni e donazioni si applica al momento del trasferimento effettivo dei beni ai beneficiari. Questo approccio permette una maggiore flessibilità ma presenta il rischio di un’imposizione più elevata in futuro, oltre a incertezze sull’aliquota applicabile, sulle franchigie e sull’esatto valore dei beni.
Il valore fiscale può essere inoltre influenzato da rivalutazioni patrimoniali, variazioni normative e dalla situazione personale dei beneficiari (es. grado di parentela, modifiche di residenza fiscale, ecc.).
Gestione internazionale e fiscalità multigiurisdizionale
Sebbene come detto, a nostro giudizio il trust rappresenti uno dei migliori strumenti per la gestione del passaggio ereditario, soprattutto in quelle famiglie con asset dislocati in diversi paesi, siamo allo stesso modo consci che si tratti di aspetti piuttosto delicati. Molteplici sono infatti gli elementi da approfondire ed analizzare da diversi punti di vista. Solo per citarne alcuni, è essenziale considerare:
- Le regole di conflitto tra leggi di paesi diversi;
- Le convenzioni contro la doppia imposizione (ove esistenti);
- La residenza fiscale del trust, del disponente e dei beneficiari.
Una pianificazione mal strutturata può portare ad una possibile doppia imposizione o a una tassazione imprevista in giurisdizioni estere. L’assistenza di professionisti con esperienza internazionale è quindi fondamentale.
Perché rivolgersi a professionisti esperti nel settore
Il nostro studio legale e tributario è specializzato nella strutturazione di trust in ambito successorio, sia in contesti nazionali che internazionali. Assistiamo clienti con patrimoni complessi, spesso articolati su più giurisdizioni, e offriamo:
- Analisi personalizzata del carico fiscale;
- Redazione dell’atto di trust in conformità con la normativa italiana e straniera;
- Coordinamento con notai, consulenti esteri e fiscalisti internazionali;
- Assistenza nei rapporti con l’Agenzia delle Entrate, anche in fase di interpello o chiarimenti.
Conclusione
Il trust rappresenta oggi uno degli strumenti più evoluti e flessibili per la pianificazione ereditaria, ma la sua efficacia dipende in larga misura dalla corretta valutazione degli aspetti fiscali. La possibilità di optare per una tassazione anticipata (prevista dal D.Lgs. 139/2024) apre scenari interessanti, ma richiede attenzione e aggiornamenti costanti, vista l’attesa del provvedimento attuativo.
Per affrontare con successo queste tematiche complesse, è fondamentale affidarsi a uno studio con comprovata esperienza nel trust e nella fiscalità internazionale. Contattaci per una consulenza.