INPS: utili società di capitali senza contributi

INPS: utili società di capitali senza contributi

Dopo 20 anni l’INPS cambia orientamento sulla contribuzione a carico degli utili attribuiti, ma non distribuiti ai soci dalle società di capitali. Lo stabilisce la circolare n. 84/2021, recependo le indicazioni del ministero del lavoro allineatosi alla giurisprudenza della Corte di cassazione. Il nuovo orientamento ha effetto a partire dall’anno d’imposta 2020.

Con la circolare di ieri l’Inps recepisce le indicazioni del ministero del lavoro (nota prot. n. 7476/2020) che condividono l’orientamento della Corte di cassazione (le sentenze n. 21540/2019, n. 23790/2019, n. 23792/2019, n. 24096/2019 e n. 24097/2019). Ne consegue che gli utili derivanti da mera partecipazione a società di capitali, senza prestazione di attività lavorativa, disciplinati dal Tuir tra i redditi di capitale, sono esclusi da contributi. Le nuove indicazioni hanno effetto a partire dall’anno d’imposta 2020 che è l’anno per il quale si deve presentare quest’anno la dichiarazione dei redditi. Il versamento del saldo dei contributi dovuti all’Inps per l’anno 2020, per la quota eccedente il minimale (pari a 15.953 euro) e fino al massimale (pari a 78.965 euro) è fissato al prossimo 30 giugno (ovvero al 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%), salvo proroghe in corso di valutazione da parte del ministero delle finanze.

Il vecchio criterio stabiliva, in particolare, che i contributi da versare, fermo restando il rispetto del minimale e del massimale, dovessero essere calcolati su una base imponibile costituita anche dalla parte di reddito d’impresa dichiarato dalla Srl ai fini fiscali e attribuita al socio in ragione della quota di partecipazione agli utili. Ciò a prescindere dall’effettiva destinazione che l’assemblea della srl avesse riservato agli utili: quindi sia se materialmente distribuiti e incassati dai soci e sia se non materialmente distribuiti e incassati dai soci.

Davide Ruini
avv.ruini@ruini-partners.com